Il tre in tasca: monete da 3 tra Novecento e nuovo millennio
Il numero che non torna
Provate a rovesciare il portamonete sul tavolo e a mettere in fila i tagli: 1, 2, 5, 10, 20, 50. È una sequenza che usiamo senza pensarci. Il 3, in quella fila, non c'è. Eppure, sfogliando le monete di paesi diversi, spunta fuori più spesso di quanto ci si aspetti.
Il 3 ha radici antiche: a Roma circolava il triente, un terzo dell'asse di bronzo, riconoscibile dai quattro globetti impressi sul campo; a Bisanzio c'era il tremisse d'oro, un terzo del solido; nella Milano rinascimentale si spendeva la trillina, da tre denari. In tutti questi casi il 3 nasceva da sistemi non decimali, dove dividerlo per tre era naturale quanto per noi dividere per dieci.
A volte il 3 trova posto in un sistema che si divide bene per dodici; altre volte compare anche dopo il passaggio a una valuta decimale. Seguirlo significa osservare da vicino come cambiano le monete che si tengono in tasca. Le sei monete che seguono attraversano il Novecento e arrivano fino al 2008.
Gran Bretagna: quattro threepence per uno scellino
Prima del 1971 la sterlina valeva 20 scellini e ogni scellino 12 pence. In un sistema così, quattro threepence facevano uno scellino. Il 3 pence britannico del 1964 appartiene agli ultimi anni di quella storia: la moneta britannica da tre pence aveva accompagnato generazioni di persone.
Dal 1937 il piccolo pezzo d'argento era stato affiancato da una moneta più grande, in ottone al nichel e con dodici lati. La Royal Mint ricorda che la forma la rendeva facile da riconoscere anche durante i blackout della Seconda guerra mondiale. Sotto Elisabetta II, alla pianta presente sulla versione di Giorgio VI subentrò una saracinesca coronata.
Il 15 febbraio 1971 arrivò la decimalizzazione: la sterlina fu divisa in 100 nuovi pence. Il threepence uscì dalla circolazione dopo il cambio di sistema.
Australia: tre pence prima del dollaro
Il 3 pence australiano del 1948 appartiene a un sistema simile a quello britannico: anche in Australia uno scellino valeva 12 pence e una sterlina 20 scellini. Il valore da tre pence era quindi un quarto di scellino.
L'esemplare del 1948 risale al regno di Giorgio VI. Il tipo australiano di quegli anni era in argento al 50%; il disegno con tre spighe, introdotto nel 1938, lo distingueva dal threepence britannico. Il 14 febbraio 1966 l'Australia adottò dollari e centesimi: la zecca australiana indica per il vecchio threepence un valore di conversione di 2 centesimi.
India: i tre paise nell'epoca decimale
Il 3 paise indiano del 1965 racconta una storia diversa: qui il 3 compare dopo la decimalizzazione. Dal 1° aprile 1957 la rupia indiana fu divisa in 100 paise, al posto delle precedenti 16 anna. Fino al 1964 i nuovi centesimi furono chiamati naya paisa, cioè «nuovo paisa», per distinguerli dalle vecchie unità.
La Reserve Bank of India collega l'introduzione della moneta esagonale da 3 paise al passaggio progressivo all'alluminio per i piccoli tagli, in un periodo di aumento dei prezzi delle materie prime. Non serve quindi immaginare un sistema diviso per tre: anche una valuta decimale poteva comprendere questo valore.
Malta: tre mils nella prima serie decimale
Il 3 mils maltese del 1972 porta all'inizio della monetazione decimale maltese. Il 16 maggio 1972 la Banca centrale di Malta emise la prima serie di monete decimali proprie: tra i tagli figuravano 2, 3 e 5 mils.
La lira maltese era divisa in 100 cent, e ogni cent in 10 mils: tre mils valevano quindi tre millesimi di lira. Secondo la banca centrale, il tipo da 3 mils rappresentava un'ape su un favo. La moneta rende concreto un passaggio che sulla carta sembra soltanto un nuovo modo di contare.
Unione Sovietica: tre copechi nella vita quotidiana
Il 3 copechi sovietico del 1971 appartiene alla lunga storia della moneta spicciola sovietica. Un rublo era diviso in 100 copechi: anche qui il taglio da tre conviveva con una suddivisione decimale.
Ai distributori automatici sovietici di acqua gassata, un bicchiere di acqua naturale costava 1 copeco; con l'aggiunta di sciroppo, il prezzo saliva a 3 copechi. Era un prezzo fisso e diffuso in tutta l'Unione Sovietica, parte della vita quotidiana di generazioni di persone.
Kirghizistan: tre som nel nuovo millennio
Il 3 som kirghiso del 2008 porta la storia oltre il Novecento. Nel 2008 la Banca nazionale della Repubblica del Kirghizistan mise in circolazione le prime monete metalliche del paese: tra i valori in som c'erano 1, 3 e 5 som.
È un esempio che invita a non considerare il 3 soltanto un'eredità dei vecchi sistemi monetari. A distanza di decenni dai cambiamenti raccontati dalle altre monete, il valore ricompare tra i tagli di una nuova serie destinata alla circolazione.
Altri tre, fuori dalla collezione
Le sei monete raccontate finora sono quelle che possiedo. Ma il fenomeno del 3 "fuori sequenza" è più ampio, e vale la pena ricordarne almeno tre esempi, pur non facendo parte della mia raccolta.
Negli Stati Uniti, quando nel 1851 il francobollo per una lettera scese da 5 a 3 centesimi, la zecca coniò una moneta d'argento da 3 cents — soprannominata trime — proprio per pagarlo senza dover contare spiccioli di rame. Dal 1865 le si affiancò una versione in rame-nichel, prodotta fino al 1889.
In Germania, quando l'Impero adottò il marco, nelle tasche circolavano ancora i vecchi talleri, che valevano per convenzione 3 marchi. Nel 1908, con il ritiro definitivo del tallero, arrivò una moneta d'argento da 3 marchi che ne prendeva il posto: la serie proseguì, tra Impero e Repubblica di Weimar, fino al 1933.
A Cuba, dagli anni Novanta, circola una moneta da 3 pesos con il volto di Ernesto "Che" Guevara — uno dei pochissimi tagli da 3 ancora legati alla circolazione corrente.
Monete citate
- Australia, 3 pence, 1948.
- Gran Bretagna, 3 pence, 1964.
- India, 3 paise, 1965.
- Kirghizistan, 3 som, 2008.
- Malta, 3 mils, 1972.
- URSS, 3 copechi, 1971.
Sono inoltre citati, come contesto storico e senza alcuna dichiarazione di possesso: il triente romano, il tremisse bizantino, la trillina milanese, il trime statunitense (1851-1889), i 3 marchi tedeschi (1908-1933) e i 3 pesos cubani (dagli anni Novanta).
Fonti usate
- Claago.com: Gran Bretagna, Australia, India, Malta, URSS, Kirghizistan, indice generale.
- Royal Mint: storia del threepence; threepence di Elisabetta II; decimalizzazione britannica.
- Royal Australian Mint: valuta decimale, monete precedenti e conversioni, storia della monetazione. Wikipedia, Coins of the Australian pound: introduzione del disegno a tre spighe nel 1938, sotto Giorgio VI (una versione di prova del 1937, per Edoardo VIII, non entrò mai in circolazione a causa dell'abdicazione).
- Reserve Bank of India, museo: serie decimale.
- Central Bank of Malta: storia della valuta e pubblicazione per il cinquantenario, prima monetazione decimale.
- National Bank of the Kyrgyz Republic, monete in circolazione.
- Russia Beyond, 6 non-alcoholic street drinks Soviet people loved: prezzo dell'acqua gassata nei distributori sovietici (1 copeco senza sciroppo, 3 copechi con sciroppo).
- Wikipedia, Monetazione romana repubblicana e Asse (moneta): il triente come un terzo dell'asse di bronzo, segnato da quattro globetti.
- Wikipedia, Three-cent silver: il trime statunitense, coniato dal 1851 in seguito al calo del costo del francobollo da 5 a 3 centesimi, e la successiva versione in rame-nichel fino al 1889.
- Wikipedia, German mark (1871) e Vereinsthaler: il tallero equivalente a 3 marchi fino al ritiro del 1908, sostituito dalla moneta da 3 marchi; coinstrail.com, catalogo delle monete della Repubblica di Weimar: prosecuzione della serie da 3 Reichsmark fino al 1933.
- Numista, 3 Pesos (Che Guevara) - Cuba: la moneta cubana da 3 pesos, in circolazione dal 1990.